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Da Google a Facebook, tutti in corsa sui pagamenti mobili

Sono tutti lì. Stanno portando avanti le loro strategie, pianificando alleanze, affilando le armi. Perché quando i pagamenti mobili prenderanno il volo sarà bagarre. L'annuncio di Google Wallet ha acceso ulteriormente l'attenzione sul mobile payment, un settore dove sono numerosi e diversi i player in campo.

Per ora la casa di Mountain View ha scelto MasterCard e Citigroup come partner dell'operazione che prevede il lancio di un'applicazione che permette di utilizzare lo smartphone al posto della carta di credito. Come funziona il tutto è presto detto: nell'esercizio commerciale che ha aderito al programma di Google si avvicina l'apparecchio a un apparato dotato di apposito sensore radio, il sistema effettua le verifiche del caso e autorizza il pagamento. La tecnologia attorno alla quale ruota tutto è la ben nota, per ora disponibile su un solo apparecchio, il Nexus S venduto da Sprint Nextel solo negli Usa.

Ma è solo questione di tempo Nel 2014, secondo Juniper, un terminale mobile su cinque in circolazione dovrebbe essere dotato di connettività Nfc. E se oggi i pagamenti mobili generano 240 miliardi di dollari a livello mondiale, sempre secondo Juniper, dovrebbero crescere di due o tre volte nei prossimi cinque anni.

Quanto prometta questo comparto lo dice anche un dato reso noto nelle ultime ore da Barclays Corporate, una divisione del gruppo bancario londinese Barclays: entro il 2012 i cittadini di Sua Maestà spenderanno via cellulare 19.3 miliardi di sterline (30.5 miliardi di euro) rispetto agli 1,3 miliardi attuali. A dare impulso al fenomeno la tecnologia Nfc, mentre i settori più ricettivi saranno quello dei generi alimentari e di largo consumo in genere, che già entro il 2011 svilupperanno via mobile un giro d'affari di 300 milioni di sterline.

I retailer, conferma ancora il rapporto, sono pronti a investire massicciamente e il mobile commerce è destinato a crescere del 55% nel corso dei prossimi cinque anni anche grazie alla spinta propulsiva di Vodafone e di carrier come Telefonica, France Telecom e Deutsche Telekom (questi ultime due associatesi nella "new co" Everything Everywhere), il cui intento è quello di dare vita a una piattaforma comune per lo sviluppo di un sistema di mobile payment via smartphone.

Sono in sostanza molti gli analisti pronti a giurare che sarà un successo. È il perché prova a spiegarlo uno studio, "M-commerce Comes of age", realizzato da booz&co e secondo il quale il mobile commerce è per molte società una priorità strategica. I prossimi 18 mesi sono considerati addirittura decisivi e quattro sono i trend che sostengono tale tesi. Il primo riguarda la continua crescita della penetrazione dei devici mobili che parallelamente vedono anche aumentare le proprie performance. Se dal punto di vista tecnologico la situazione è nettamente migliorata, i consumatori hanno una maggiore confidenza con i pagamenti tramite mobile e anche i merchant iniziano a comprenderne i potenziali benefici.

Il comportamento dei consumatori d'altronde supporta l'affermarsi della rivoluzione dei pagamenti tramite smartphone. Negli Stati Uniti il 20% degli adulti che accedono al Web tramite cellulare fanno acquisti e svolgono in mobilità transazioni bancarie. E anche il mobile advertising è in crescita grazie anche al favore dei consumatori verso forme di offerte altamente personalizzate. In un solo anno, per esempio, più di due milioni di persone si sono iscritte ai servizi di mobile advertising offerti da O2 in Uk. Per tutti questi motivi il comparto si va facendo affollato.

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